SAN LUCA- “Women for Peace” (donne per la pace), si è svolto sabato nel paese di Corrado Alvaro, l’interessante convegno internazionale finalizzato allo scambio di diritti ed esperienze tra donne di mondi diversi. San Luca è stata la prima tappa di una serie di incontri di alto profilo sociale insieme a Shathia Al_Maidna, vice presidente dell’associazione irachena del movimento “Women for Peace”. L’incontro, organizzato dall’Associazione di solidarietà internazionale “Un ponte per…” , insieme alla Prefettura di Reggio Calabria, alla provincia di Reggio Calabria e al comune di San Luca, si è svolto presso il teatro comunale della scuola media. L’incontro ha visto il contributo personale di varie donne della politica, cultura e imprenditoria locale tra cui la consigliera e la vice Consigliera provinciale di Parità, rispettivamente Daniela De Blasio e Patrizia Malara; la Presidente del consiglio comunale di Sant’Ilario dello Ionio, Tina Pollichieni; la Dirigente dell’Istituto Comprensivo di San Luca, Margherita Nucera e la referente del Movimento Donne San Luca, Rosy Canale. Nel suo intervento Shathia Al_Maidna ha spiegato qual è la situazione delle donne irachene: «Una donna vale mezzo uomo» spiegando cosi cosa con il suo movimento stanno facendo affinché anche in Irak una donna «venga considerata intera», annunciando inoltre importanti obbiettivi raggiunti: «Nelle consultazioni politiche è stato fissato per legge il 25% di presenza femminile» ha detto. Particolarmente toccante è stato l’intervento del parroco di San Luca, don Pino Strangio, il quale ha ricordato come al tavolo del dibatto, al cospetto di una donna di grande valore come la signora Shathia, mancava quella che è, una delle icone della rinascita di San Luca, Teresa Strangio, madre di Francesco Giorgi il più piccolo delle vittime di Diusburg. Don Pino nel suo intervento, che ha trovato il consenso di tutti i presenti, ha ricordato come Teresa per la prima volta nella storia del paese, all’indomani di quella strage ha rotto la “tradizione” del silenzio, non per chiedere giustizia per il figlio ma, per dare pubblicamente il perdono agli assassini del suo unico figlio maschio. Anche Rosy Canale si è allacciata all’intervento del parroco, ricordando un’altra donna simbolo di San Luca, Maria Strangio la vittima della strage di Natale: «Da un lato c’è Maria Strangio – ha detto il presidente del Movimento Donne di San Luca- e dall’altro c’è Teresa Strangio, da un lato ci sono tre bambini che piangono una madre, e dall’altro c’è una madre che piange il proprio figlio. L’unica cosa che accomuna San Luca all’Irak è solo la forza delle donne». «Fu proprio dall’esempio di Teresa Strangio ed in virtù della sua parola “Perdono”, –spiegato infine il Vice prefetto, Priolo – che si consenti per la prima volta che si facessero funerali pubblici per le vittime della strage. Ricordo il giorno dei funerali, quelle magliette bianche indossaste dai famigliari delle vittime, nel segno della pace e del rifiuto della violenza».
ANNALISA COSTANZO
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[...] 6 aprile 2009 – San Luca si è svolto “Women for Peace” Il blog di Annalisa Costanzo A San Luca si è svolto un incontro pubblico tra donne iraquene e donne di San Luca. Il tutto nell’idea di vicinanza riferita alla sofferenza delle donne delle due nazionalità ma allo stesso tempo riferita anche alla loro forza di andare avanti e superare le avversità. Le donne iraquene lottano per essere rispettate. Le donne di San Luca che non denunciano i loro parenti criminali, ndranghetisti, assasini e usurpatori della vita di chi non si piega alle loro volontà. Massimo rispetto per i lutti, per i bambini morti e per le mamme che piangono i loro figli ma piuttosto che le magliette bianche al funerale avrebbero potuto riempire dei moduli di denunce con nomi e cognomi. Ma il silenzio delle donne, si sa, è uno dei pilastri che tiene ben solida la struttura delle famiglie mafiose… [...]