Aria nuova, aria diversa.

Rieccomi. Apro le finestre di questo blog e faccio entrare aria nuova. Ho cambiato la grafica, aggiornandola ai tempi attuali, e con essa cambierò anche i contenuti di questo piccolo angolo di mondo virtuale. Niente più articoli da me pubblicati ma pensieri, opinioni e tutto ciò che mi va di pubblicare. Sto eliminando i miei dati, cancellerò alcune cose di me internet è uno strumento meraviglioso ma diventa una possibile arma di distruzione se messo nelle mani di gente malvagia e, purtroppo, di questa gentaglia ce n’è parecchia in giro.

Questo primo intervento, dopo anni di silenzio, cercherò di essere breve ma far capire le mie intenzioni. Da qua a qualche giorno tornerò a scrivere e lo farò trattando una tematica che per me, da un anno a questa parte, è importante, che mi ha cambiata completamente; ha cambiato il mio modo d’essere, mi ha travolta e purtroppo mi ha fatto perdere quella fiducia che me era sacra verso la giustizia italiana. Adesso capisco alcuni dolori, capisco alcune difficoltà che da giornalista scrivevo ma da cittadina non comprendevo. Adesso so e da cittadina, semplice cittadina, scriverò.

Vi racconto nei prossimi giorni quel che mi è successo, quel che si può al momento raccontare ma facendolo in modo semplice affinché se qualche istituzione passa da qua possa capire cosa si prova a passare da cittadino con diritti a un numero di fascicolo.

Accetterò in forma pubblica o privata, ma non anonima, racconti provenienti da parte offesa, da vittime e indagati, di uomini e donne che attendono giustizia mentre la giustizia guarda altrove interpretando i fatti non analizzandoli. Uomini e donne innocenti davvero; le storie dei colpevoli non mi interessano: chi compie un reato deve assumersi le proprie responsabilità con la legge. E, che sia chiaro: perdere la fiducia nella giustizia non vuol dire non amare più e non rispettare più la legge. Perdere la fiducia vuol dire non crederci più ma sperare ugualmente possa esser applicata davvero sempre e in qualsiasi caso, senza sottovalutazione alcuna, soprattutto, e senza sopravvalutazioni, anche.

Alcuni dei miei articoli

https://annalisacostanzo.wordpress.com/2014/02/03/brancaleone-dove-le-navi-affondano-e-la-gente-si-ammala/

SAM_0709

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SAM_0910 (Copia)

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SAM_0161 SAM_0162

CO 642013 chiesa san sebastiano

L'Ora della Calabria 18ago2013 Gdv

Africo-rc-Laviadei“condannatiamorte” simona

19dicembre2013 arresto latitante andrianò

Africo-rc-Laviadei“condannatiamorte”
maria malata di tumore 30settembre2013

pianto cannabis perchè non so come campare 30 settembr2013

Schermata 2013-11-02 alle 22.51.20

19dicembre2013 arresto latitante andrianò

5luglio2013 28CostanzoQ8

22set2013 taiana
17sett2013pag7 omicidio Tatiana

14ago2013 piantagione

polsi strade 4set2012

Pag 8 l’Ora della Calabria _16 sett2013

oltre mille per tatiana 29set2913

Arresto 25 francesco nirta

qui sembra l’afganistan 10ottobre2013

2 gennaio 2013 suicidio_Layout 1

6fev2013 pag6 dipendenti comunità montana

6gennaio2013 pag 6 incidente ambesi

Rosy Canale l’Ora 4gen2014

25feb2013 pag6 accoltellata davanti la figlia

22feb2013 grillini a san luca

Africo, “La via dei condannati a morte”

Pubblicato su L’Ora della CALABRIA il 20 novembre 2013
AFRICO (RC)- «La terra dei fuochi, dei rifiuti tossici seppelliti sotto le case, non è solo in Campania. Anche Africo e nella bassa Locride è così. Qua, anche il feto che le nostre donne portano in grembo ha già il “male”», lo dice un uomo sulla sessantina mentre, fermo sul marciapiede, legge l’ultimo necrologico. Vicino a lui, c’è la casa della signora Francesca, 83 anni, un’intervento per il “male” nell’intestino e uno adesso nello stomaco. Il «male» da queste parti è chiamato il tumore, una parola che solo a sillabare fa strozzare in gola le parole della gente del posto. La signora Francesca è una donna minuta e, il nero con cui è vestita avvolge anche il suo animo: «E’ un’agonia quando si sopravvive ad un figlio, non si vive più e si contano i minuti per la propria fine» sette giorni fa ha seppellito la figlia Giuseppina, 41 anni con un tumore al cervello. La loro “colpa” è solo quella di vivere in via Giacomo Matteotti ad Africo, cittadina sulla costa jonica reggina. 200 metri di strada con dislocate circa 30 abitazioni: negli ultimi nove anni in quella via si contano….
Africo-rc-Laviadei“condannatiamorte”

simona