Dirigente aggredisce un guardalinee

Posted on novembre 6, 2007

0


Ci risiamo. Ancora un altro fatto di cronaca nera scritto su un campo di calcio. L’ennesimo gesto estremo, che per pura fortuna non si è trasformato in tragedia, ma che certamente lascerà un segno profondo nell’animo del Signor Amodeo. Già, Luciano Amodeo, l’assistente arbitrale reggino, protagonista involontario domenica di un’aggressione da parte di un dirigente della Luzzese. Luciano adesso sta bene, un po’ dolente ma tutto sommato bene. Dopo la morte del dirigente Ermanno Licursi, dunque si ritorna –ma si è mai smesso?- a scrivere nuovamente una pagina di cronaca nera calcistica. L’ennesimo fatto di cronaca,
ennesimo si, ma di certo purtroppo non inaspettato. Ogni domenica infatti, chi partecipa a vario titolo ai campionati di calcio dilettantistico calabrese, si ritrova ad assistere a scene che gravi o meno gravi non fanno comunque parte del gioco calcio. Leggere settimanalmente i comunicati emessi dal comitato regionale, fa semplicemente rabbrividire: squalifiche a calciatori o dirigenti resisti protagonisti quasi sempre di minacce o aggressione al direttore di gara, all’assistente o a qualche componente della squadra avversaria. Eppure, incredibilmente, nei nostri campionati dilettantistici, niente di meno, siamo abilitati ai “miracoli”, e quindi: dirigenti che settimanalmente vengono squalificati, diffidati, inibiti per mesi interi, come per magia incuranti e puntuali ogni domenica sono presenti al campo, incredibilmente iscritti in distinta e non solo per concludere in bellezza si rendono nuovamente protagonisti di gesti antisportivi. Allora ci chiediamo, quali e quanti angeli nel paradiso della giustizia sportiva regionale abbiamo? Sul finire di gennaio si era scritto: Il sacrificio umano del povero Licursi, servirà a qualcosa? No. Adesso, dopo l’ennesima aggressione, si può dire con certezza che: la morte di Ermanno Licursi per il calcio calabrese non è servita a nulla. Nulla è cambiato, ed arrivati a questo punto, sembra che nulla e soprattutto nessuno voglia far cambiare niente. Domenica scorsa il dirigente di una squadra di calcio, ha sferrato un pugno alla mandibola di un ragazzo di ventinove anni, colpevole solo di essere “uno della terna” in un calcio dilettantistico dove, gli attimi di follia sono, troppo spesso all’ordine del giorno e nessuno fa niente per fermarli. Che la Lega Nazionali Dilettanti Calabrese, si metta oggi una mano sulla coscienza, e si senta colpevole come e quanto il dirigente della Luzzese per questo ennesimo attimo di follia.

AN.CO.

Annunci
Posted in: Archivi