Omicidio di Gabriele Sandri: pensieri e riflessioni

Posted on novembre 12, 2007

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Questo blog, è in lutto per la morte di “Gabbo”.

Domenica 11 novembre, presso un autogrill nel comune di Arezzo, Gabbo è
morto, si è spento per sempre un amante della Lazio.
Gabriele Sandri il Dj è morto. E’ stato assassinato dal proiettile sparato da un poliziotto.

Non sono nessuno per giudicare vivi e morti, però non accetto minimamente che un poliziotto spari cosi ed uccide cosi un
ragazzo.
Non lo accetto e non lo accetterò mai. Cosi come non accetto e non accetterò mai la caccia al poliziotto che alcuni delinquenti travestiti da ultras hanno aperto dopo la morte del dj laziale.

Spero che quei delinquenti  vengano presi, arrestati con la certezza della pena (quella che manca in Italia e che quindi autorizza i delinquenti a fare ciò k vogliono tanto, sanno già che non pagheranno) che gli vengano dati a tutti 6 e più mesi
di carcere a pane, acqua e lavoro.
Non possiamo però neppure dire che, tutti gli ultras sono dei delinquenti e tutti i
poliziotti sono dei santi. In un ramo come in un altro e come nella vita ci sono
i buoni ed i cattivi. La cosa brutta è che sia le forze dell’ordine e sia gli ultras cosi come anche l’opinione pubblica e tutti noi, siamo abituati a generalizzare.

Quando morì Raciti gli ultras ed i tifosi vennero considerati, sbagliando, tutti
delinquenti  quindi, si fermò il calcio e vennero fatti decreti e contro decreti
no salva calcio no anti violenza, ma d’istigazione vera a propria.

Domenica è morto un tifoso per mano di un poliziotto, e le prime notizie divulgate furono: “scontri tra ultras, un morto”, dopo venne detto, “durante una rissa tra ultras un poliziotto uccide un tifoso”, poi ancora venne detto, “dalla distanza un
poliziotto spara ed uccide in tifoso”.

Inizialmente venne usato il termine ultras, poi pian piano che si iniziava a comprendere che l’errore ce stato ma da parte di un uomo dell’ordine pubblico, è stata tolta la parola ultras e messa la parola tifoso….qualcosina nella testa di quei malati teppisti queste informazioni poco chiare l’ha fatta scattare, cosi come non sono stati apprezzati i dieci minuti concessi.

Il calcio o si fermava o continuava, i dieci minuti sono stati visti presi e considerati come una presa in giro. Ecco perché
in tanti hanno detto: come per un poliziotto ucciso da un tifoso (tifoso..bah ho ancora i miei dubbi) tutto si ferma e per un ultras ucciso da un poliziotto vengono dati solo dieci minuti? se la si vedi cosi, la si vede come un morto di serie A e uno di serie B.

Anche se sono fatti totalmente diverse accaduti in modo e tempi diversi, un po’ la rabbia leggendo e sentendo le notizie che
arrivavano come arrivavano da tifoso ti viene.

Se solo domenica
mattina ci fosse stata più correttezza, più informazione veritiera, più
spiegazioni, meno cattiva informazione volontaria,  qualche teppista in meno
sono sicura ci sarebbe stato.

Il poliziotto che ha ucciso Gabriele, a quanto pare non è intervenuto a sedare alcuna rissa, ma ha sparato da lontano, un colpo in aria ed uno ad altezza di uomo, da sessanta e più metri di distanza con di mezzo una autostrada, il proiettile ha
colpito la macchina dove c’erano i laziali ed ha ucciso Gabriele, ma la cosa che mi mette i brividi è pensare, sto colpo è partito accidentalmente,   se la dinamica cosi è giusta sto  maledetto proiettile avrebbe pure potuto  colpire una macchina di passaggio magari con dentro dei bambini.

Adesso sinceramente però voglio vedere se i provvedimenti verranno presi solo per noi tifosi o anche sul comportamento delle forze dell’ordine allo stadio e/o nei confronti degli ultras che aimè alcune volte è totalmente sbagliato. 

Di sicuro il poliziotto pagherà caro il gesto involontario commesso, ma credo che se pagherà e se la verità sta volta almeno
in parte verrà a galla, il “merito” è anche dei disordini commessi ieri. Perché se i disordini non ci fossero stati, la morte di Gabriele secondo me avrebbe avuto la stessa giustizia che hanno avuto quella di Federico, Sergio  e come
loro qualcun altro.

Rispetto per la morte di Raciti, ma altrettanto rispetto per la morte di Gabriele, di Federico, di Sergio  e quanti altri come loro. Rispetto per gli uomini in divisa, che fanno il loro lavoro per bene, ma altrettanto rispetto al mondo ultras ed  tutti gli ultras che settimanalmente e soprattutto ieri hanno dato segni di civiltà.

Gabriele a Milano però non ci è mai arrivato. Il suo viaggio, la sua vita si sono fermati per sempre in un autogrill di Arezzo, non lo dimentichiamo, cosi come non bisogna dimenticare un padre di famiglia, Raciti che dal lavoro non è più tornato a casa.

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