Arbitraggi: Reggina ancora penalizzata. Casualità o disegno?

Posted on dicembre 5, 2007

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DA: RealSport.it

Arbitraggi: amaranto ancora penalizzati

 

Fonte: dalla rete

Quando la Reggina scende in campo la realtà si scontra con l’assurdità. E’ incredibile, ma cosi incredibile da pensare: “Sarà mai possibile?”

Che la Reggina sabato nell’anticipo contro la Sampdoria abbia giocato male, è sicuro. Una sconfitta quella degli amaranto meritata, visto che gli uomini di mister Ulivieri hanno dato il peggio di se. Ma ultimamente, se di “peggio di se” si deve parlare, i direttori di gara che a turno arbitrano la Reggina, non sono di meno. Alcune loro direzioni lasciano tutti un pò perplessi, anzi cosi perplessi da far rimbalzare e rimbombare in testa, il domandone da un milione di dollari: le loro sono sviste, scivoloni,  incompetenze o c’è qualche complotto?

Boh! Fatto sta  che ormai per i reggini, queste direzioni sono diventate una sorta di brutta abitudine e quando non si subisce un torto arbitrale ci si preoccupa, chiedendo “Come mai?”.

Se domenica scorsa al Granillo contro la Fiorentina sembrava che gli arbitri italiani avessero toccato il fondo con i due netti rigori non concessi alla Reggina dal signor Ayroldi, a Genova invece nell’anticipo pomeridiano contro la Sampdoria la realtà si è amaramente incontrata e scontrata con l’incapacità, chiamiamola cosi. 

La cronaca di una direzione di gara assurda inizia, con la… ..“grazia” concessa dal signor Tagliavento al già ammonito Bellucci. Il blucerchiato al 39’ fa fallo da ammonizione su un calciatore amaranto, il signor Tagliavento fischia, corre verso il calciatore, lo fa alzare, passa una mano sulla tasca dove tiene il taccuino ma alla fine non estrae alcun cartellino che, avrebbe comportato l’espulsione del calciatore, per doppia ammonizione. In campo e in panchina in tribuna non si capisce questa assurda grazia concessa da Tagliavento.

Al peggio non c’è mai fine e Tagliavento sabato ne ha dato dimostrazione. Cassano al 15’ subisce fallo ma soprattutto è lui stesso a far fallo, l’arbitro finalmente si decide ad estrarre nei suoi confronti il cartellino giallo. Il gioiello barese si becca l’ammonizione, infuriato da le spalle al direttore di gara ed inizia contro di lui ad imprecare.

Una, due, tre parolacce. Una dietro l’altra, tutte riprese dalle immagine televisive. Il labiale di Cassano è cosi limpido che non lascia spazio all’immaginazione, tutti vedono, tutti capiscono cosa il barese stia gridando. Tutti vedono, si tutti, tranne uno, il diretto interessato, colui che è a pochi passi dal barese, il signor Tagliavento.

Il fischietto di Terni non sente?  Boh! Fatto sta che il gioiello barese, ormai preso come da, una sorta di crisi isterica continua a gridare contro tutto e tutti, ma Tagliavento, non sente.

E Cassano continua, e come se continua. E se la prende con il primo assistente arbitrale, e grida ed impreca contro di lui. E se la prende con Ulivieri e grida ed impreca anche contro il tecnico amaranto. Mister Ulivieri tiene, tiene, ed ancora tiene, ma alla fine gli risponde, e qua, al 19’ che il miracolo si compie, Tagliavento recupera l’udito.

Sente Ulivieri gridare contro Cassano (non sente però Cassano gridare contro lui, contro il suo assistente e contro Ulivieri), si avvicina alla panchina amaranto e manda via, anticipatamente negli spogliatoi l’allenatore della Reggina.

Ma non finisce qua. Trascorrono soltanto undici minuti che, Tagliavento colpisce ancora. Al 30’ sulla fascia sinistra c’è un normale corpo a corpo tra Lanzaro e Palombo. Il direttore di gara, fischia e questa volta senza pensarci due volte, sventola in faccia il cartellino giallo al difensore amaranto. Secondo cartellino giallo per Lanzaro che viene quindi espulso e mandato anche lui come Ulivieri anticipatamente nello spogliatoi.

Come si possono chiamare queste gesta compiute dal signor Tagliavento? Sviste, scivoloni,  incompetenze? Non si sa, ma a questo certamente ci deve pensare o almeno si spera che ci pensi chi di competenza.

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