La mamma di Domenico Nirta torna a casa

Posted on dicembre 22, 2007

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San Luca, i genitori di Domenico Nirta sono tornati a casa
sabato 22 dicembre 2007
Da Strill.it

SAN LUCA- I genitori di Domenico Nirta sono tornati a casa. Dopo tre giorni, la pacifica protesta dei coniugi Nirta questa sera è giunta al termine. Erano le 9 e trenta di giovedì scorso quando Elisabetta è andata in chiesa per pregare, e là ha deciso di incatenarsi: <<Mio figlio è innocente –ripeteva continuamente- e questo è l’unico modo che ho per poter dire che mio figlio è un bravo ragazzo. Lui è pulito, è innocente, voglio sapere perchè adesso si trova cosi in carcere?>>. Elisabetta Giorgi è la mamma di Domenico Nirta, il ventiquatrenne sanlucese arrestato martedì scorso. A lei subito si era affiancato il marito: <<Vogliamo chiarezza per il suo arresto –dice il papà di Domenico- l’hanno incriminato per associazione mafiosa, ma non è mafioso>>. Hanno grande dignità, i coniugi Nirta, gli occhi gonfi dal pianto per «il dolore e l’amarezza>> ma anche fierezza nel difendere un figlio, il loro unico figlio maschio, che ritengono innocente. Era diventata una sorta di pellegrinaggio, la fredda chiesa Matrice di San Luca, dove la mamma di Domenico giovedì si era seduta su una panca con i piedi legati. Non solo parenti, pian piano che le semplici voci diventavano certezza, nella chiesta principale del paese arrivava anche la gente comune, le donne di San Luca e quella fredda chiesa aveva iniziato cosi a riscaldarsi di calore. Un sorriso, un abbraccio, uno sguardo, la semplice presenza per esprimere solidarietà.
Non era mai successo a San Luca. Alla mamma del piccolo Francesco Giorgi, assassinato questa estate in Germania, segue anche la mamma di Domenico Nirta. Loro, le due mamme coraggio in più di San Luca, hanno rotto il lacerante silenzio solito di questi casi, nella speranza entrambi di avere giustizia.
Con le lacrime in gola, la signora Lisa –com’è da tutti conosciuta- in questi giorni ha parlato con i cronisti, si scusava per l’italiano non perfetto, ma con cuore di mamma parlava del figlio: <<L’ho allevato fino ad oggi, insegnandogli il rispetto e la legalità. Lui, – racconta la mamma di Domenico- quando sono venuti in casa e l’hanno portato via è uscito dalla porta tranquillo, non ha fatto alcuna resistenza, non si è nascosto anche se c’erano le telecamere, ha camminato a testa alta, senza paura perché consapevole della sua innocenza. Si preoccupava invece per me, cercava di tranquillizzarmi mi diceva: mamma sai tranquilla che torno, non ti preoccupare, mamma non ho niente, lo sai.>>. <<Mio figlio –continua ancora la signora Lisa- a diciassette anni ha iniziato nell’estate a lavorare. Io non ero tanto d’accordo perché volevo vederlo crescere, ma lui mi diceva sempre: mamma e cosa faccio se non lavoro? Al bar non gli piaceva andare. Ha deciso di lavorare per non restare in giro senza far nulla>>. <<Siamo dei genitori presenti e per bene>> spiegava la signora Lisa: <<Quando mio figlio era in Germania io gli telefonavo tutte le sere, quando finiva di lavorare, per sapere come stava, come era andato il lavoro e per accettarmi anche di cosa avrebbe fatto, se andava a dormire o usciva. Questo solo figlio maschio ho e non andavo a dormire se prima non lo sentivo. Volete sapere chi è Domenico Nirta? E’ un ragazzo per bene>>.

Annalisa Costanzo

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