San Luca e l’Arma dei Carabinieri ricordano il Brigadiere Tripodi

Posted on febbraio 8, 2008

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SAN LUCA- Passano gli anni – ormai sono ventitre – ma il ricordo del giovane brigadiere Carmine Tripodi, ucciso a San Luca durante un agguato, è rimasto immutato. Come bene è emerso ieri mattina nel corso delle dueIl brigadiere Carmine Tripodi cerimonie ricordo, avvenute nel paese aspromontano. Erano le ore 11 quando la prima cerimonia, la santa messa ufficializzata da Don Pino Strangio, ha avuto inizio nella chiesa  Matrice di San Luca. Alle cerimonie, hanno partecipato: il primo cittadino di San Luca Giuseppe Mammoliti con l’amministrazione comunale, per le autorità militari hanno invece presenziato  il Tenente Colonnello Jacono della compagnia di Locri, il Capitano Caputo della compagnia di Bianco, il Maresciallo ordinario Venezia ed il Maresciallo ordinario Mercurio della stazione di San Luca, vi erano presenti anche il maresciallo D’Alfonso, ed i carabinieri “scelti” Finocchiaro, Santoro, Argento e Grillo della caserma di San Luca. Non soltanto autorità civili e militari ma anche semplici cittadini, ed una folta rappresentanza degli alunni delle scuole elementare e medie del paese. Dopo la cerimonia religiosa il corteo si è recato presso la piazzetta antistante la Caserma dei Carabinieri, dove anni fa, fu eretto un monumento in onore del sacrificio del giovane brigadiere. Due esponenti dell’Arma in grande uniforme hanno deposto una corona benedetta dal parroco militare. Il tutto si è svolto in una compostezza che la dice lunga su quanto l’arma dei Carabinieri sia sempre vicina a chi muore nell’adempimento del proprio dovere, nella coscienza di come l’impegno a favore della comunità possa comportare per chi fa la scelta del servizio anche i rischi più terribili. Come terribile fu il destino del Brigadiere Tripodi. Il salernitano Carmine Tripodi era comandante presso la stazione di San Luca. Allora ventiquattrenne era impegnato ad arginare l’ondata dei sequestri di persona. La sera del mercoledì 6 febbraio 1985 fu ucciso in un agguato a pochi chilometri dall’uscita del paese, lungo la strada che da San Luca porta al litorale jonico. “Il mortale agguato al comandante della stazione CC”, “L’eroico brig. Tripodi riuscì a ferire uno degli assassini”, intitolavano le testate giornalistiche venerdì 8 febbraio 1985. <<L’eroico sottufficiale –scrivevano in quel tempo i giornali- è caduto sotto il piombo dei killer stringendo nella mano destra la sua pistola d’ordinanza, la Beretta 92 S Parabellum a sedici colpi, con la quale, in una disperata quanto inutile difesa, ha sparato ripetutamente contro i suoi assassini, colpendone uno>>. Giorno 11 febbraio 1985 il ventiquattrenne Tripodi sarebbe dovuto partire, era stato trasferito alla stazione dei carabinieri di S.Caterina dello Jonico. Non fu però cosi, il 6 febbraio 1985 fu ucciso a San Luca, là, nel paese di Corrado Alvaro dove ancora oggi, dopo ventitrè anni il Brigadiere Carmine Tripodi Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria viene annualmente ricordato.

ANNALISA COSTANZO

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