Testimonianza giunta dal Blog del Signor Citoli Spartaco

Posted on aprile 29, 2008

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Allora, giorno 28 Aprile, sul mio guestbook è stato scritto dal Signor Citoli Spartaco  dipendente “Dell’istituto di vigilanza S.O.S. Foggia”, un messaggio che reputo opportuno “pubblicizzare”, quindi faccio semplicemente qua il copia incolla di tale messaggio, nella speranza che questo non rimanga solo lo sfogo di un lavoratore su un inutile blog.Premetto che, dopo aver letto, ho inviato un e-mail a due testate giornalistiche pugliesi, tra cui al “IL CORRIERE DEL SUD”. Il gentilissimo Direttore  de “Il Corriere del Sud” Antonio Blasotta ha risposto subito, assicurando che si occuperanno della storia. 
I miei ringraziamenti  al Direttore Antonio Blasotta, per la sensibilità, umanità e professionalità dimostrata. Grazie!  

Attendiamo dunque notizie, positive, e nell’attesa faccio il mio grande in bocca al lupo ai dipendenti dell’istituto di vigilanza S.O.S. Foggia.  Sono solidale con voi!

Dal guestbook

 #188 | 28/04/2008, 00:46:13, GMT +2 | Spartaco citoli   | Luogo Italy

Sig.ra Annalisa,
innanzi tutto voglio precisare che non ho molta espressione nel scrivere la nostra situazione tragica che stiamo subendo, magari a voce o di persona riuscirei a spiegarmi meglio, comunque farò il possibile per esporre il problema. Mi chiamo Citoli Spartaco abito a Foggia da quasi 18 anni, il mio numero di cellulare è 340xxxx28 opp. 329xxxxx59.
Volevo denunciare anche a nome di tutti i dipendenti dell’istituto di vigilanza S.O.S. Foggia, una situazione che si trascina da parecchio tempo:
Praticamente, io lavoravo presso un’ istituto di vigilanza come guardia giurata a foggia da 9 anni, all’inizio ero molto fiero del mio lavoro, della divisa, e l’azienda era in continuo crescere tant’ è vero che nel giro di pochi anni eravamo arrivati a 70 guardie giurate da 30 quando entrai io.
Ma da due anni a questa parte le cose cominciarono a peggiorare, iniziando a ritardare di un mese per gli stipendi, poi di due mesi, poi fu arrestato da un bliz dalla guardia di finanza il nostro titolare e proprietario dell’azienda. L’azienda fu commissariata dalla prefettura e dopodichè la licenza è stata rilasciata ad una persona che era alle dipendenze della stessa azienda e uomo di fiducia del titolare, diventando così l’amministratore unico. A distanza di poco tempo l’azienda aveva la necessità di ridurre il personale, aprendo la mobilità forzata per 16 unità e con l’accordo dei sindacati vennero messi in mobilità 13 dipendenti, ma le cose peggioravano sempre di più, tanto che gli stipendi oltre ad ritardare di due mesi, venivano erogati con acconti da 500 euro a quando ce li potevano dare (considerando che gli utenti pagavano regolarmente con bonifici le fatture per i servizi svolti da noi guardie giurate). Alcuni colleghi denunciarono con i sindacati e non tali episodi, ma le cose non cambiarono, anzi peggioravano. A distanza di neanche un’ anno dalla prima mobilità, l’azienda fece richiesta di una seconda mobilità, che le tre sigle sindacali non erano d’accordo, e solo una sigla a firmato l’accordo per la procedura di mobilità (chissà perchè!!!) incentivata. Io come anche qualche altro collega, valutando la situazione economica e l’intenzione di andare a lavorare al nord, chiesi di poter usufruire volontariamente la mobilità. L’azienda con conteggi alla mano, ci fece firmare il licenziamento dicendoci che era necessario per poter usufruire della mobilità, e che nel giro di una settimana o al massimo dieci giorni ci avrebbe corrisposto tutte le competenze che avremmo dovuto avere.
Con la scusa che saremmo andati davanti all’ispettorato del lavoro per firmare la conciliazione ci rimandavano di settimana in settimana, sono passati quasi due mesi e da allora non abbiamo visto un centesimo. Oggi 26 Aprile è arrivata la lettera ad uno dei colleghi che era ancora in servizio, e che molto probabilmente lunedì arriveranno per tutte le altre 53 guardie in servizio dicendo che il rapporto di lavoro è risolto per CESSATA ATTIVITA’. Siamo tutti sbalorditi di questa notizia che nessuno si aspettava, abb

 
 

 

 

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