Renato Vettrice, la moglie scrive:”Voglio che non venga dimenticato”

Posted on agosto 13, 2008

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BOVALINO- «Voglio che non venga dimenticato. Chi legge, chi sa, abbia pietà» supplica Antonella Vettrice, quando ci consegna una sua lettera scritta di notte su un foglio a quadretti. Antonella è la moglie di Renato Vettrice, l’operaio bovalinese, comparso il 13 agosto 2005, a Sant’Ilario, dove lavorava presso un’azienda florovivaistica. «Ormai, mio marito Renato – scrive la signora Vettrice- è scomparso da tre anni.  Sua madre, come tutti noi, è disperata. La scomparsa del figlio prima e la morte del marito pochi mesi fa, non gli danno pace. Io non riesco a trovare le parole per spiegare ai nostri figli la realtà di questa situazione, mi chiedo, perché non porre fine a questo incubo? Cosa centrano i nostri piccoli bambini? Che colpa hanno, per vedersi negato in questo modo il diritto di crescere insieme al loro papà?
Il nostro secondo figlio, Gabriele, giorno 20 giugno ha fatto il compleanno, sei anni e nel momento di spegnere le candeline il suo pensiero è stato per il suo papà e quasi gridando ha chiesto: “Voglio papà”. Mentre tutti gli altri bambini giocano tranquillamente con gli ultimi giochi in commercio insieme ai loro padri, i nostri figli invece pensano e chiedono solo del loro papà». Poche parole, quelle scritte dalla signora Vettrice, per sfogarsi durante una delle tante notti insonne, con quell’unico pensiero fisso in testa: Renato dov’è?.

Tre lunghi anni si silenzio. Tre anni di sconforto. Tre anni di attesa e di mille domande, con poche, pochissime risposte: «Nessuno ha aiutato la nostra famiglia per trovare Renato». Non sono bastati millenovantacinque giorni da quel terribile 13 agosto 2005, ancora Antonella ha il dolore vivo nel cuore e non si rassegna: «Non mi posso rassegnare – dice- non mi arrendo, non lo farò mai. Non voglio vendetta, non c’è vendetta, non abbiamo mai fatto del male a nessuno e non vogliamo il male di nessuno, ma Dio sa chi è stato a fare del male a Renato, lui lo sa, è prima o poi tutti dobbiamo dare conto a lui». Casa Vettrice si trova a Bosco S.Ippolito, frazione di Bovalino, in una modesta abitazione dove fino a quel maledetto 13 agosto 2005 viveva una normale famiglia, onesta, in attesa del terzo figlio, Manuel nato dopo la scomparsa di Renato. Anni di silenzio, ma oggi, come aveva già annunciato nel mese di maggio, l’avvocato della famiglia Vettrice, Giuseppe Serrano, ci potrebbe essere una svolta. E’ fissato infatti per oggi, alle ore 12, l’appuntamento, presso il tribunale di Locri, con i magistrati che si occupano della scomparsa di Renato: «Spero che in questa occasione finalmente potremo avere qualche risposta». Ha le lacrime agli occhi Antonella e la sua voce è strozzata dal pianto, un sorriso però gli illumina il viso quando descrive suo marito: «Era l’uomo ideale. Il marito modello. Un padre esemplare. Quando era a lavoro ci mandavamo i messaggini o ci facevamo gli squilli, l’abbiamo sempre fatto, anche i giorni prima di quel maledetto giorno, era un modo per sentirci più vicini. Ci siamo conosciuti da ragazzini, è stato amore a prima vista e non ci siamo più lasciati- e ritornando triste conclude- non ci  siamo più lasciati fino che qualcuno non l’ha deciso per noi».

ANNALISA COSTANZO

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