Bovalino: con operazione Recovery si recupera libertà commerciati

Posted on marzo 19, 2011

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In foto: Ispettore Domenico Cortese, agente Guglielmo Di Napoli ed il Dirigente Giovanni Arcidiacono

Da strill.it

di Annalisa Costanzo –

In foto: Ispettore Domenico Cortese, agente Guglielmo Di Napoli ed il Dirigente Giovanni Arcidiacono

In foto: Ispettore Domenico Cortese, agente Guglielmo Di Napoli ed il Dirigente Giovanni Arcidiacono

L’operazione “Recovery” per il recupero della libertà dei commercianti ed imprenditori bovalinesi è appena iniziata e già da buoni esiti. Nella giornata di ieri, gli uomini del Commissariato di polizia del Dirigente Giovanni Arcidiacono hanno arrestato in flagranza Giuseppe Pelle per estorsione aggravata e continuata. «Lui è solo colui che nella mattinata di ieri è andato a prendere la busta con i soldi, ci sono altri» dichiara il dirigente del commissariato di Bovalino nel corso della conferenza stampa svoltesi questa mattina. Gli altri soggetti, i “compari” di Pelle, hanno le ore contate.
C’è soddisfazione nel commissariato di Bovalino, il dirigente ed i suoi agenti sanno bene l’importante svolta che questo arresto ha. Con l’arresto del diciannovenne incensurato si può aprire nella cittadina della costa jonica una nuova era: di speranza e collaborazione tra i negozianti e gli investigatori. Adesso i commercianti, iniziano a ben capire che ribellandosi e denunciando le estorsioni subite, lo stato è in grado di proteggerli, individuare gli aguzzini e colpirli con fermezza. All’arresto di Pelle si è arrivati mediante la collaborazione di un noto imprenditore bovalinese che convocato in commissariato non ha più fatto scena muta davanti gli uomini del dirigente Arciadiacono e dell’ispettore Domenico Cortese. Ammettono seppure tra mille cautele le pressioni, le richieste di denaro, le vessazioni subite per finanziare chi gli prometteva “protezione e campo libero” sul territorio. Nulla si sa sulle generalità dell’imprenditore. Vige su ciò il massimo riservo da parte della polizia. Si sa solo che, è uno dei tanti, che in silenzio subiva, pagava ed a cui Pelle ed i suoi “compari” gli avevano anche incendiato l’autovettura.
Proprio dall’incendio dell’auto che la polizia ha iniziato ad indagare. Avevano, infatti, capito che dietro quell’auto andata in fiamme c’era qualcosa in più e cosi hanno convocato l’imprenditore che, ha iniziato a collaborare consegnando agli inquirenti le lettere minatorie e proiettili che da tempo riceveva.

E’ iniziato quindi da parte degli investigatori un lavoro meticoloso, di pedinamenti e monitoraggi.
L’imprenditore non sapeva chi fossero i suoi aguzzini. Le richieste di estorsione, infatti, gli arrivavano mediante delle lettere dove oltre le minacce, veniva indicato il giorno ed il luogo dove portare i soldi.
Ieri la svolta. L’imprenditore è andato sul luogo indicato, nella periferia nord di Bovalino ed ha posato la busta con trentacinquemila euro.

Ma questa volta a vegliare su di lui e sulla busta c’erano le divise blu che, avevano predisposto un servizio di pedinamento ed appostamento mirato sia alla tutela della vittima che al raggiungimento dell’arresto in flagranza del malfattore.
Ci sono volute diverse ore di appostamento, Pelle si è rivelato essere giovane ma furbo ed attento ai particolari, ma lo Stato ha avuto la meglio e, dopo un breve inseguimento per il diciannovenne che, a discapito del pesante cognome che porta non ha legami con le note famiglie di San Luca, sono scattate le manette ai polsi.

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