Omicidio De Maria Indagini a tutto campo

Posted on gennaio 3, 2012

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Omicidio De Maria Indagini a tutto campo

DA CALABRIA ORA 03/01/2012 «Stiamo facendo tutti gli accertamenti ma al momento non ci sono elementi nuovi» fanno sapere gli investigatori. Tante le ipotesi ma nessuna certezza sul perché e soprattutto su chi, l’ultimo giorno del 2011 ha premuto il grilletto contro Antonio De Maria, uccidendo lui e lasciando illesa la moglie che al momento dell’omicidio era seduta al suo fianco, in auto.

 «S’indaga a 360 gradi» dicono ancora gli investigatori che ormai da giorni lavorano senza sosta. Scavano sulla vita privata dell’uomo residente ormai da diversi anni a Messina ma originario di Staiti. Guardano nel passato di De Maria gli uomini dell’arma del tenente Francesco Donvito comandante della compagnia di Bianco e del tenente Fortunato Suriano comandante del nucleo operativo radiomobile, coordinati dal Tenente Colonnello Giuseppe De Liso comandante del gruppo carabinieri di Locri, tutti sotto le direttive del colonnello Pasquale Angelosanto, comandante provinciale di Reggio Calabria. Si cerca di capire le possibili frequentazioni dell’operaio forestale e si tentano di ricostruire gli ultimi giorni e soprattutto le ultime ore di vita dell’uomo. Non è stata utile neanche la testimonianza della moglie. La donna a quanto sembra non ha saputo fornire particolari utili all’individualizzazione dei killer. Importante saranno i risultati dell’esame autoptico predisposto dal pubblico ministero della procura di Locri Salvatore Cosentino e che sarà eseguito dal medico legale Pietro Tarzia. Indagini quindi sono a tutto campo perché tutto può tornare utile per dare una soluzione all’omicidio di San Silvestro. Erano le ore 13 di sabato festivo, l’ultimo giorno dell’anno. Stava andando a Staiti, Antonio De Maria quando, presumibilmente due persone, a volto coperto, l’hanno ucciso. Forse quattro sono stati i colpi di pistola calibro 9 x 21 sparati a distanza ravvicinata che l’hanno colpito alla gola e al torace ferendolo mortalmente. Era a bordo della propria auto, una Wolksvagen Passat e con lui, seduta al suo fianco c’era la moglie. I coniugi avevano da poco lasciato la statale 106 e dal bivio di Brancaleone stavano percorrendo la strada provinciale 76 per salire a Staiti, quando, dopo una curva, l’auto è stata speronata da un fuoristrada. Da quel momento, la missione di morte è stata compiuta. Piombo e sangue. Lacrime e disperazione. De Maria era già noto alle forze dell’ordine. L’operaio forestale residente a Messina, nel 1997 è stato coinvolto nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria denominata “Vascello”. E ancora da quanto si apprende, sempre da fonti investigative, il sessantenne in passato è stato accusato di associazione per delinquere e rapina «negli ultimi anni, però – precisano- non ci risulta alcuna sua frequentazione particolare».
Annalisa Costanzo

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