San Luca gli anziani vogliono la chiesa

Prima di inserire di seguito copia dell’articolo uscito su Calabria Ora sabato 6 aprile 2013 a pagina 9, voglio prendermi un pò di spazio per dire la mia visto che c’è da domenica mattina che ricevo telefonate, email, messaggi su fb e domande e commenti per strada.
Domenica non ero a San Luca in chiesa e non ho potuto ascoltare la predica di Don Pino, quindi non ho potuto replicare,  lo faccio qua.
Inizio trascrivendo l’sms che ho mandato a Don Pino Strangio,dopo che mi sono arrivate diverse telefonate che mi dicevano della sua predica durante la Santa Messa dove, ha tirata direttamente in causa me e il mio articolo.  Sms che racchiude quello che era il mio pensiero appena saputo ciò.
l’sms mandato alle ore 10:38 del 07/04/2013 a Don Pino Strangio.
“Sono Annalisa Costanzo. mi stanno tel parenti e non per dirmi della vostra predica. Se avete ritenuto giusto farla non la contesto ma preciso. I titoli non li faccio io e se volevo scrivere contro di voi non avrei specificto che a San Luca vi amano (ed è l realtà), non avrei messo tutto per intero la vostra spiegazione dicendo che ne parlate con entusiasmo e amore. e non avrei specificato che c’è chi vuole la chiesa e chi no. Sono stata equa, descrivendo i fatti. Fatti che non sono contro di voi. Nel mio articolo non c’è un attacco a voi. Vi stimo e non ho motivo di attaccarvi, poi siete libero di pensare come volete ma il mio animo è tranquillo perchè non voleo andare contro di voi, ho solo descritto nella realtà un fatto. Buona giornata”.
Riconfermo in tot quanto scritto nell’sms. Don Pino, è persona e parroco che per quanto posso superficialmente conoscere e vedere come opera stimo.
Mi dispiace, certamente, d’esser stata oggetto di predica in Messa, non sono felice che si parli di me o del mio articolo soprattutto in questo modo, in chiesa, un luogo per me assolutamente SACRO, ma devo confermare che riscriverei questo articolo per il semplice fatto che mi sono limitata a dare voce solo a chi una voce spesso non ce l’ha, la gente di San Luca.
Ho fatto il mio lavoro, niente di più, niente di meno.  Io devo, e voglio, scrivere di persone, dei problemi delle persone, delle speranze, dei desideri e dei sogni… questo è quello che mi piace fare, mettermi in strada (come si usa dire nel gergo giornalistico) e raccogliere le voci della gente. Limitandomi sono a trascrivere le loro voci di speranza o dolore, di vita o malattia, descrivendo la realtà. Questo, solo questo. E questo è quello che ho fatto per il caso della chiesa di San Sebastiano, e l’ho fatto con la massima e totale professionalità.

Prima di fare l’articolo ho parlato, venerdi, con Don Pino, il quale mi aveva consigliato di non scrivere nulla che succedeva un casino, poi però mi ha dato la sua versione. Quel suo dire “succede un casino” pensavo fossero solo parole usate per farmi capire che se non veniva fatto bene, con entrambe le versioni poteva creare fraintendimenti e quindi casini. Non pensavo però che venivo “bandiata” durante la Messa; pensavo che scrivendo la verità..le due verità, versioni, della gente e della chiesa, non si veniva a creare nessun casino (problema, malumore ecc) perchè la verità non crea casini ma al massimo li risolve, mi sbagliavo.
Don Pino, secondo me, ha sbagliato ad interpretare l’articolo ma sono certa che dopo aver letto l’sms ha capito il senso vero del’articolo e magari si sarà anche pentito di aver fatto quella predica. E, non sbaglierà adesso a capire che se la mia intenzione fosse stata quella di fare polemica o fare casini avrei poi subito colto l’assist da lui servitemi domenica per fare un nuovo articolo polemicoso.
Invece, io, come un’attaccante d’esperienza che capisce e non vuol crocifiggere una squadra in difficoltà quell’assist l’ho lasciato scorrere oltre il mio piede, che avrebbe certamente potuto segnare facendo ancora parlare il giornale di questa storia.
Don Pino, il nostro Vescovo sono persone intelligenti, cosi come i miei compaesani, e capiranno che il senso dell’articolo è il senso dell’essere giornalisti, di fare giornalismo con amore e con passione.. capirà, Don Pino, che il senso era solo quello di riportare un fatto dando la voce a TUTTI  i protagonisti del fatto e no, come invece ERRONEAMENTE ha interpretato lui, andare contro qualcosa o qualcuno.

Mi dispiace, ma davvero tanto, che in questi anni giornali e televisioni nazionali e non solo hanno detto e scritto la qualunque su San Luca e sui sanluchese; hanno gettato fango in tutti i modi sul paese e nessuno si è indignato o ha difeso pubblicamente il paese e i suoi cittadini, con fermezza e durezza mentre adesso, che si è scritto solo il volere delle pesone di San Luca (senza censurare la voce degli anziani), dove non c’è traccia di cronaca nera o di negatività e soprattutto solo perchè a scrivere l’articolo è stata una del paese allora ci si indigna e si “bandia” durante la Santa Messa creando tutto questo inutile quanto triste chiacchiericcio.

Per leggere l’articolo cliccare sulla foto qua e l’articolo verrà ingrandito a grandezza naturale.
CO 642013 chiesa san sebastiano

 

 

Frank Giorgi il campione di San Luca

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2013 su Calabria Ora, quotidiano d’informazione regionale. (Article published January 23, 2013 Time of Calabria, a daily regional news.)
Clicca sull’immagine per ingrandire e leggere il testo (Click image to enlarge and read the text) Calabria Ora_Frank Giorgi22012013

Caraffa del Bianco (Rc) foto bambinello che lacrima

Gli esami del Ris: Il Bambinello di Caraffa non ha pianto sangue

‘Il Bambinello di Caraffa non ha pianto sangue’
Caraffa del Bianco (Rc) foto bambinello che lacrima

Caraffa del Bianco (Rc) foto bambinello che lacrima

Nessun miracolo a Caraffa del Bianco, piccolo centro dell’entroterra jonico reggino.La “lacrima” scesa sul volto della statuetta del Bambin Gesù in braccio alla Madonna posta all’ingresso del paese, non possiede gruppi sanguigni. Il Bambinello dunque non ha pianto sangue. A sostenerlo sono delle indiscrezion investigative che arrivano dal Ris di Messina dove sono state effettuate le analisi della sostanza prelevata dal volto del Bambinello.

Annalisa Costanzo
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