NatuzzaEvolo

La mia testimonianza per Natuzza Evolo.

http://www.facebook.com/home.php?#/note.php?note_id=168454978379&id=1560230078&ref=mf

Di Annalisa Costanzo- Non ho mai conosciuto dal vivo la Signora Natuzza, ma ho avuto la fortuna di conoscerla in uno di quei suoi viaggi che gli studiosi chiamano “Bilocazione”.
Il prossimo 27 novembre saranno quattro anni da quel nostro strano incontro.
Prima di allora non sapevo della sua esistenza, e probabilmente pur sapendolo non avrei creduto a quei “poteri”. Credo in Dio, sono cattolica non frequentante e tre anni fa l’Ave Maria la ricordavo a stento.
Nel 2005 ho subito una quotidiana e non rischiosa operazione al naso. Normale amministrazione per quel reparto dell’ospedale di Polistena (RC).
L’operazione dì per se, durata circa tre ore andò bene o come disse il primario, “perfettamente”. Io nel mio letto vicino alla finestra ero in normale dormiveglia. Avevo gli occhi chiusi, non riuscivo ad aprirli forse per via del gel che avevano usato per l’operazione o forse perché erano troppo gonfi.
Nel mio dormiveglia ricordo che sentivo tanto freddo ed un fortissimo dolore alla gola.
Ricordo la presenza dei miei familiari. Ricordo che mi lamentavo e dentro di me mi rimproveravo perché non dovevo lamentarmi per quel dolore di gola. Nella mia stanza c’era un’altra ragazza, anche lei operata quel giorno, per lo stesso motivo. Ricordo il parroco che nel mezzo tra il mio letto e quello della mia compagna d’avventura iniziò a pregare “eterno riposo dona loro” ed io che pensai “ma chi ndi duna l’estrema unzione”. Quando andò via, scherzammo su questa cosa.
Stava scendendo il buio e i miei familiari andarono via.
Mia mamma no, restò con me.
Ricordo che le dissi di fare lo squillo ad un mio amico, cosi si sarebbero tranquillizzati coloro che erano lontani.
Non so dire, però a che ora iniziò quanto poi è successo.
Ho fatto fare lo squillo al mio amico, poi ho pensato di mettermi a dormire ma è successo qualcosa di strano. Ancora oggi non lo so descrivere, ancora oggi mi viene difficile capire.
Di una cosa sono certa, non stavo dormendo, anche se ciò che vedevo era tutto buio.
Ma no quel buio che si vede chiudendo gli occhi o spegnendo la luce.
No, era un buio diverso, strano.
Da quel buio, dalla destra di quel buio, come in direzione della porta d’ingresso della mia stanza di ospedale, spuntò una signora, piccolina, con gli occhiali, vestita di nero o blu scuro non riuscii a definire bene il colore. A prima vista sembrava mia nonna, morta il 2 novembre del 1990, ma non era lei. Mia nonna aveva una costituzione più grossa, questa signora invece era più gracile ma, sorrideva proprio come mia nonna.
Sorridendo mi disse “qualsiasi cosa adesso accadrà, stai tranquilla, stai serena e prega”. Io gli chiesi chi era, e lei sorridendo sempre su quella porta dove si rifletteva un po’ di luce, mi disse “Natuzza”. E io “Natuzza?”gli chiesti. La mia era una domanda della serie, “e chi sei?”. E lei mi disse “Si, Natuzza, stai tranquilla e quando esci dall’ospedale vienimi a trovare”. Non ebbi il tempo di dir nulla e quel sogno, ma sono certa, non era un sogno, finì. Ed io dissi subito a mia mamma che era alla mia sinistra “quando esco dall’ospedale devo andare a trovare Natuzza”. Non vidi il volto di mia mamma, avevo gli occhi chiusi, ma percepì stupore nel suo richiedermi “Natuzza?”. “L’ho sognata ora” fu su per giù la mia risposta.
Quanto tempo passò da quel momento?
Un minuto?
Sicuramente non più di cinque!
E, iniziai a sentire il sangue uscire dal naso, lo sentivo scendere giù, sulla bocca, bagnarmi l’orecchio destro, il viso, il collo, sentì i capelli che si stavano bagnando. Senti mia mamma che andò a chiamare aiuto, non sentì più nulla.
Da quel momento inizia un percorso strano, che non ho mai detto e mai dirò, poiché si rischia di esser presi per pazzi ma so, lo so con certezza, nel mondo ci sono tantissime persone che hanno vissuto quel percorso…. Qualcuno in un libro ha scritto “Sentivo che il mio corpo stava andando via, ma sentivo anche tutto ciò che mi circondava”.
Sentivo la mano di mia mamma, sentivo un’infermiera al telefono che chiedeva alla dottoressa di arrivare presto, era urgente. Sentivo un’infermiera che alla mia destra, sul mio braccio destro diceva “non c’è pressione”, ma sentivo anche altro che, non stava succedendo in quella stanza… quello che solo quelle tante persone del mondo che hanno vissuto ciò sanno. Non avevo paura, ero tranquilla, c’era tanta serenità, leggerezza.
Il mio corpo stava andando via ed io volevo lasciarlo andare era cosi leggero, cosi felice, cosi sereno.
A “rovinare” tutto c’erano due cose:
Mia mamma alla mia sinistra che mi stringeva la mano ed mio pensiero fisso di non poter morire davanti a lei che era là sola ora, gli altri sono andati via. E’ strano e fa anche sorridere ma ho pensato per, una frazione di secondo anche alla Reggina e a quel gol che Ciccio Cozza aveva segnato la domenica prima al Granillo sotto la curva sud e che io con il mio cellulare avevo immortalato. Quanta energia c’era in quel video, quanta forza, quanta vita.
Mentre il mio corpo andava via ed io che avevo quel pensiero fisso di non poter morire davanti a mia mamma, ho iniziato a sentire un dolore fortissimo dalla cinta in giù. Un dolore forte prima alla gamba sinistra poi anche alla destra.
Era fortissimo tanto che mi ha fatto aprire gli occhi. Ho visto la luce e subito dopo spostando di poco lo sguardo a sinistra ho visto mia mamma ed un’infermiera con una puntura in mano.
Ho richiuso gli occhi ma tutto quello che c’era stato prima non c’è più stato, neppure riaddormentandomi ho rivisto tutto ciò che avevo vissuto.
Non era un sogno. Non ero semplicemente svenuta.

Uscita dall’ospedale e tornata a casa mi misi su google a trovare Natuzza. Scoprì si chiamava Evolo, che era di Paravati e aveva anche le stimmate. Io non ci ho mai creduto a queste cose ma, come faccevo ora a non credere in lei? Impossibile non credergli!

Quando mi vennero tolti i tamponi i miei genitori mi portarono a Paravati, entrammo in quella che è la sua casa o forse credo sia la casa per anziani che lei ha voluto creare, era comunque il luogo dove viveva lei. Ci ha accolto un parroco, gli spiegammo sommariamente e disse “Non si può, Natuzza sta male, non può ricevere visite, non è qua”.
Ritornerò.
E ritornai . “No, non si può, Natuzza non riceve visite”, mi rispondevano.
Ma intanto mi informavo, Natuzza benissimo non stava ma, visite ne riceveva, andava a seguire la messa, partecipava alle funzioni religiose importanti, la vedevo in tv.
Ma io non la potevo vedere, non chiedetemi il perché.
Il 12 ottobre 2009 tornai. Entrai in una porticina, c’erano due signori, uno era dietro un bancone dove vendevano libri di Natuzza ed oggettini.
Lei, Natuzza c’era, era su. Solo un piano sopra di me, era vicina.
Con mio papà gli abbiamo spiegato ai due signori il perché eravamo là. Io a Natuzza non avrei voluto chiedergli nulla. A me sarebbe bastato solo affacciarmi sulla sua porta come lei aveva fatto con me. Non occorrevano parole, non avrei fatto o detto niente che potesse peggiorare le sue condizioni. Ma nulla,non si poteva. Quel signore, che non era un parroco, non ebbe pietà neppure davanti alle lacrime che mai avrei voluto fargli vedere. Al mio “perché no” la risposta è stata: “ordini superiori”. “Di chi?” chiesi io, credendo fossero ordini di un dottore ma la risposta di quel signore fu un semi sorriso, un dito rivolto verso il cielo e disse “lui”. Dio? Dio gli aveva dato gli ordini di non farmela vedere? Non credo. Non ci credo proprio. Perché se sono arrivata fino là tante volte è stato perché Dio e proprio Dio mi ci ha voluto portare.
Natuzza mi aveva chiesto di andare. Il perché? Non lo saprò mai.
Lei ora non c’è più e con se, si è portata via anche quella risposta che ormai non mi potrà più dare. Non ho mai conosciuto Natuzza in carne ed ossa ma quella sera del 27 novembre 2005 ho probabilmente conosciuto l’anima di Natuzza. Il suo corpo dal vivo l’ho visto per la prima volta ieri pomeriggio (domenica 1 novembre) ed era proprio come in quel “sogno”. Che sogno non era.

Grazie per quella sera, signora Natuzza.

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se qualcuno ha una testimonianza su natuzza c’è un gruppo su facebook:

Natuzza Evolo in Bilocazione:chi l’ha vista?

http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=181309266552&ref=mf

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One Response “NatuzzaEvolo” →

  1. Isabelle

    luglio 2, 2011

    ciao, mi sono imbattuta per caso nel tuo blog, la tua testimonianza mi ha colpito molto. a volte è difficile capire i segni che il Signore ci dà, ma sono sicura che natuzza non ti ha abbandonata e che se preghi un giorno capirai tutto.
    “Rinnovo il mio amore per tutti. Vi assicuro che non abbandono nessuno. Voglio a tutti bene. E anche quando sarò dall’altra parte, continuerò ad amarvi e a pregare per voi. Vi auguro che siate felici così come sono io con Gesù e la Madonna”

    Rispondi

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