Non ho mai conosciuto Natuzza Evolo dal vivo ma, quel 27-11-2005 ho conosciuto l’anima di Natuzza

La mia testimonianza per Natuzza Evolo.

http://www.facebook.com/home.php?#/note.php?note_id=168454978379&id=1560230078&ref=mf

Di Annalisa Costanzo- Non ho mai conosciuto dal vivo la Signora Natuzza, ma ho avuto la fortuna di conoscerla in uno di quei suoi viaggi che gli studiosi chiamano “Bilocazione”.
Il prossimo 27 novembre saranno quattro anni da quel nostro strano incontro.
Prima di allora non sapevo della sua esistenza, e probabilmente pur sapendolo non avrei creduto a quei “poteri”. Credo in Dio, sono cattolica non frequentante e tre anni fa l’Ave Maria la ricordavo a stento.
Nel 2005 ho subito una quotidiana e non rischiosa operazione al naso. Normale amministrazione per quel reparto dell’ospedale di Polistena (RC).
L’operazione dì per se, durata circa tre ore andò bene o come disse il primario, “perfettamente”. Io nel mio letto vicino alla finestra ero in normale dormiveglia. Avevo gli occhi chiusi, non riuscivo ad aprirli forse per via del gel che avevano usato per l’operazione o forse perché erano troppo gonfi.
Nel mio dormiveglia ricordo che sentivo tanto freddo ed un fortissimo dolore alla gola.
Ricordo la presenza dei miei familiari. Ricordo che mi lamentavo e dentro di me mi rimproveravo perché non dovevo lamentarmi per quel dolore di gola. Nella mia stanza c’era un’altra ragazza, anche lei operata quel giorno, per lo stesso motivo. Ricordo il parroco che nel mezzo tra il mio letto e quello della mia compagna d’avventura iniziò a pregare “eterno riposo dona loro” ed io che pensai “ma chi ndi duna l’estrema unzione”. Quando andò via, scherzammo su questa cosa.
Stava scendendo il buio e i miei familiari andarono via.
Mia mamma no, restò con me.
Ricordo che le dissi di fare lo squillo ad un mio amico, cosi si sarebbero tranquillizzati coloro che erano lontani.
Non so dire, però a che ora iniziò quanto poi è successo.
Ho fatto fare lo squillo al mio amico, poi ho pensato di mettermi a dormire ma è successo qualcosa di strano. Ancora oggi non lo so descrivere, ancora oggi mi viene difficile capire.
Di una cosa sono certa, non stavo dormendo, anche se ciò che vedevo era tutto buio.
Ma no quel buio che si vede chiudendo gli occhi o spegnendo la luce.
No, era un buio diverso, strano.
Da quel buio, dalla destra di quel buio, come in direzione della porta d’ingresso della mia stanza di ospedale, spuntò una signora, piccolina, con gli occhiali, vestita di nero o blu scuro non riuscii a definire bene il colore. A prima vista sembrava mia nonna, morta il 2 novembre del 1990, ma non era lei. Mia nonna aveva una costituzione più grossa, questa signora invece era più gracile ma, sorrideva proprio come mia nonna.
Sorridendo mi disse “qualsiasi cosa adesso accadrà, stai tranquilla, stai serena e prega”. Io gli chiesi chi era, e lei sorridendo sempre su quella porta dove si rifletteva un po’ di luce, mi disse “Natuzza”. E io “Natuzza?”gli chiesti. La mia era una domanda della serie, “e chi sei?”. E lei mi disse “Si, Natuzza, stai tranquilla e quando esci dall’ospedale vienimi a trovare”. Non ebbi il tempo di dir nulla e quel sogno, ma sono certa, non era un sogno, finì. Ed io dissi subito a mia mamma che era alla mia sinistra “quando esco dall’ospedale devo andare a trovare Natuzza”. Non vidi il volto di mia mamma, avevo gli occhi chiusi, ma percepì stupore nel suo richiedermi “Natuzza?”. “L’ho sognata ora” fu su per giù la mia risposta.
Quanto tempo passò da quel momento?
Un minuto?
Sicuramente non più di cinque!
E, iniziai a sentire il sangue uscire dal naso, lo sentivo scendere giù, sulla bocca, bagnarmi l’orecchio destro, il viso, il collo, sentì i capelli che si stavano bagnando. Senti mia mamma che andò a chiamare aiuto, non sentì più nulla.
Da quel momento inizia un percorso strano, che non ho mai detto e mai dirò, poiché si rischia di esser presi per pazzi ma so, lo so con certezza, nel mondo ci sono tantissime persone che hanno vissuto quel percorso…. Qualcuno in un libro ha scritto “Sentivo che il mio corpo stava andando via, ma sentivo anche tutto ciò che mi circondava”.
Sentivo la mano di mia mamma, sentivo un’infermiera al telefono che chiedeva alla dottoressa di arrivare presto, era urgente. Sentivo un’infermiera che alla mia destra, sul mio braccio destro diceva “non c’è pressione”, ma sentivo anche altro che, non stava succedendo in quella stanza… quello che solo quelle tante persone del mondo che hanno vissuto ciò sanno. Non avevo paura, ero tranquilla, c’era tanta serenità, leggerezza.
Il mio corpo stava andando via ed io volevo lasciarlo andare era cosi leggero, cosi felice, cosi sereno.
A “rovinare” tutto c’erano due cose:
Mia mamma alla mia sinistra che mi stringeva la mano ed mio pensiero fisso di non poter morire davanti a lei che era là sola ora, gli altri sono andati via. E’ strano e fa anche sorridere ma ho pensato per, una frazione di secondo anche alla Reggina e a quel gol che Ciccio Cozza aveva segnato la domenica prima al Granillo sotto la curva sud e che io con il mio cellulare avevo immortalato. Quanta energia c’era in quel video, quanta forza, quanta vita.
Mentre il mio corpo andava via ed io che avevo quel pensiero fisso di non poter morire davanti a mia mamma, ho iniziato a sentire un dolore fortissimo dalla cinta in giù. Un dolore forte prima alla gamba sinistra poi anche alla destra.
Era fortissimo tanto che mi ha fatto aprire gli occhi. Ho visto la luce e subito dopo spostando di poco lo sguardo a sinistra ho visto mia mamma ed un’infermiera con una puntura in mano.
Ho richiuso gli occhi ma tutto quello che c’era stato prima non c’è più stato, neppure riaddormentandomi ho rivisto tutto ciò che avevo vissuto.
Non era un sogno. Non ero semplicemente svenuta.

Uscita dall’ospedale e tornata a casa mi misi su google a trovare Natuzza. Scoprì si chiamava Evolo, che era di Paravati e aveva anche le stimmate. Io non ci ho mai creduto a queste cose ma, come faccevo ora a non credere in lei? Impossibile non credergli!

Quando mi vennero tolti i tamponi i miei genitori mi portarono a Paravati, entrammo in quella che è la sua casa o forse credo sia la casa per anziani che lei ha voluto creare, era comunque il luogo dove viveva lei. Ci ha accolto un parroco, gli spiegammo sommariamente e disse “Non si può, Natuzza sta male, non può ricevere visite, non è qua”.
Ritornerò.
E ritornai . “No, non si può, Natuzza non riceve visite”, mi rispondevano.
Ma intanto mi informavo, Natuzza benissimo non stava ma, visite ne riceveva, andava a seguire la messa, partecipava alle funzioni religiose importanti, la vedevo in tv.
Ma io non la potevo vedere, non chiedetemi il perché.
Il 12 ottobre 2009 tornai. Entrai in una porticina, c’erano due signori, uno era dietro un bancone dove vendevano libri di Natuzza ed oggettini.
Lei, Natuzza c’era, era su. Solo un piano sopra di me, era vicina.
Con mio papà gli abbiamo spiegato ai due signori il perché eravamo là. Io a Natuzza non avrei voluto chiedergli nulla. A me sarebbe bastato solo affacciarmi sulla sua porta come lei aveva fatto con me. Non occorrevano parole, non avrei fatto o detto niente che potesse peggiorare le sue condizioni. Ma nulla,non si poteva. Quel signore, che non era un parroco, non ebbe pietà neppure davanti alle lacrime che mai avrei voluto fargli vedere. Al mio “perché no” la risposta è stata: “ordini superiori”. “Di chi?” chiesi io, credendo fossero ordini di un dottore ma la risposta di quel signore fu un semi sorriso, un dito rivolto verso il cielo e disse “lui”. Dio? Dio gli aveva dato gli ordini di non farmela vedere? Non credo. Non ci credo proprio. Perché se sono arrivata fino là tante volte è stato perché Dio e proprio Dio mi ci ha voluto portare.
Natuzza mi aveva chiesto di andare. Il perché? Non lo saprò mai.
Lei ora non c’è più e con se, si è portata via anche quella risposta che ormai non mi potrà più dare. Non ho mai conosciuto Natuzza in carne ed ossa ma quella sera del 27 novembre 2005 ho probabilmente conosciuto l’anima di Natuzza. Il suo corpo dal vivo l’ho visto per la prima volta ieri pomeriggio (domenica 1 novembre) ed era proprio come in quel “sogno”. Che sogno non era.

Grazie per quella sera, signora Natuzza.

_____________________________________________________________________________–

se qualcuno ha una testimonianza su natuzza c’è un gruppo su facebook:

Natuzza Evolo in Bilocazione:chi l’ha vista?

http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=181309266552&ref=mf

I GENITORI DI SARA SARTI

8 settembre 2009- Lettera dei genitori di Sara Sarti

“Cari Signori, ci rivolgiamo a voi, dell’Ordine dei Medici della Calabria, del Ministero della Salute, dell’assessorato regionale alla Sanità ed a tutti i medici. Siamo Alessandro Sarti e Caterina Nicita, i genitori di Sara Sarti, la bambina deceduta presso l’ospedale di Locri, il 24 agosto scorso per cause ancora da accertare. Anche se per noi la causa è chiarissima. Capiamo che, puntare il dito contro qualcuno in particolare è sbagliato. Almeno finché l’esito degli esami autoptici non dimostrerà il contrario ma, c’è una cosa di cui siamo certi; nell’ospedale di Locri, al fianco di Medici professionisti e ben preparati, ci sono anche medici di dubbia qualità, pessima preparazione e senza uno dei quei requisiti che a nostro avviso è fondamentale per essere un buon medico “il senso del dovere” e naturalmente, una

La piccola Sara Sarti con il vestitino da Ballerina

La piccola Sara Sarti con il suo vestitino da ballerina

specializzazione specifica per il reparto dove si presta la propria opera. Troppo spesso purtroppo sentiamo parlare di episodi dubbi che si verificano nei vari ospedali, specialmente in Calabria a causa di una superficialità medica e/o tecnica. Le persone che arrivano in ospedale, più o meno gravi che siano le loro condizioni, hanno il bisogno di sentirsi sicuri. E’ un bisogno ma anche un diritto, sapere che, i medici che ci cureranno, sono quantomeno preparati. Abbiamo il bisogno di sapere che l’ospedale, anche se luogo di dolore e pena è, tante volte, l’unica via di salvezza o l’unico modo di curare il male che abbiamo. Invece, in questi ultimi anni, soprattutto in Calabria e specialmente all’ospedale di Locri, la gente, nessuno escluso, ha paura. Paura di incontrare il dottore di turno poco umano, poco professionista, poco o per nulla preparato. Spesso. Troppo spesso la risposta dei pazienti è “Non mi fido di questi medici”. E non dovrebbe essere cosi. Nella nostra visita, martedì 1 settembre 2009, alla “scoperta” dell’ospedale di Locri, abbiamo visto corridoi e camere per i malati con crepe e scritte sopra i muri. Per non parlare di alcuni sacchi della spazzatura lasciati nei corridoi. Servizi igienici in pessime condizioni ed a volte anche senza luce, come in pediatria. Abbiamo visto e fotografato anche fili delle correnti penzolanti dalle pareti, un po’ ovunque (anche in pediatria). Pacchi di medicinali alla portata di chiunque ed alcun tipo di sorveglianza. Chiunque più aggirarsi per l’ospedale di Locri ed entrare dove vuole, come abbiamo fatto noi, che siamo perfino entrati in sala operatoria e nello studio di un primario, da dove volendo, si può prendere ciò che si vuole, medicinali compreso. Ma dobbiamo anche dire che all’ospedale di Locri, un reparto pulito e impeccabile c’è. Grazie a Dio. Purtroppo però, crediamo sia quello sbagliato. Stiamo parlando dell’ala dell’ospedale che ospita gli uffici della Direzione Ospedaliera, dove quei signori in giacca e cravatta fanno la bella vita, dietro le loro belle scrivanie, ordinate e pulite, e quando si trovano davanti casi tragici come il nostro, della nostra Sara e di tutti gli altri, sanno soltanto dire: “Che ci devo fare, era destino. Abbiamo fatto il possibile”. Sì, siamo d’accordo che può esser destino, ma ci chiediamo: Chi ha fatto il possibile per salvare Sara? Quando è stato fatto il possibile e soprattutto, chi non l’ha fatto? Ringraziamo di cuore, il dottore Celentano, indagato anche lui per la scomparsa della nostra Sara. Lo ringraziamo per l’aiuto sincero e la disponibilità che ci ha dato. Ha visitato la nostra bambina e ci ha consigliato di portarla in ospedale, non poteva sapere, nessuno potevamo sapere che portandola in ospedale sarebbe morta. La nostra Sara che da grande sognava di diventare una famosa ballerina, ormai non c’è più. Nessuno ci potrà restituire la nostra unica figlia. Aveva soltanto quattro anni, era il nostro mondo. Lei all’ospedale di Locri non ci andrà più, ma tanti altri bambini purtroppo quotidianamente sono e saranno costretti ad andare, cosi come gli adulti. Bene, è ora di intervenire e tocca soprattutto a Voi Medici che fate della vostra professione una missione, che curate i vostri pazienti come figli. Tocca a voi gridare «Basta». «Adesso basta». Non è giusto, per voi. Veri professionisti che, medici superficiali e con poca preparazione gettano fango sulla vostra categoria o che si sentono dottori solo perché hanno vinto un concorso fasullo o perché sono parenti di personaggi politici e quindi hanno garantito un posto di lavoro. La gente a causa loro non si fida più neppure di voi. Noi genitori di Sara Sarti, cari veri Medici professionisti, abbiamo ancora fiducia di voi e non possiamo credere che restate indifferenti a queste vicende che oggi hanno colpito la nostra famiglia, ieri hanno colpito un’altra famiglia e domani? Domani potrebbe toccare anche alla vostra famiglia. Con l’augurio che questo non accada mai. Mai più a nessuno. Vi salutiamo e vi preghiamo di intervenire in una situazione sanitaria calabrese devastante. Alessandro Sarti e Caterina Nicita, papà e mamma di Sara Sarti.

TUTTOSPORTCALABRIA triplica

Ciao a tutti… la stagione calcistica 2009-2010 è quasi ai nastri di partenza, ed nostro portale d’informazione TUTTOSPORTCALABRIA triplica…. .

il sito

il sito

http://www.tuttosportcalabria.it , il SITO con tutto il calcio regiona dalla 3° categoria alla sere B (con uno sguardo alla serie A), senza tralasciare tutto lo sport, e gli sportivi calabresi in generale. Tutto in tempo reale, con le cronache delle partiti, interviste, classifiche, sondaggi e tanto altro. Ad inizio stagione tornerà per il terzo anno consecutivo, il fantacalcio dilettantistico di Eccellenza e Promozione… invenzione di tsc che ha riscosso un gran successo nelle edizioni precedenti.

 

Inoltre sul sito c’è

il forum

il forum

 la linea diretta con il FORUM di discussione, dove sono iscritti non soltanto sostenitori, tifosi e sportivi, ma anche calciatori, dirigenti (molti presidenti) allenatori e vari addetti ai lavori http://forum.tuttosportcalabria.com

 

 

e per concludere, 

La pagina di TSC su Facebook
la pagina di TSC su facebook

lo staff di tuttosportcalabria hanno pensato proprio a tutto… e nell’era di Facebook hanno aperto una pagina di Tsc su famoso network in modo tale che i loro amici/lettori possono avere in tempo reale tutte le novità direttamente e comodamente sul loro profilo… http://www.facebook.com/pages/wwwtuttosportcalabriait/97768644292 sempre aggiornata (cosi come il sito)

Cercano collaboratori da tutta la Calabria

Casignana: i cittadini si lamentano per i disservizi

Calabria Ora 04-07-09
CASIGNANA- I problemi relative le Poste e lo stato di abbandono delle strade provinciali sono ancora nel mirino dei cittadini. Dopo quelli dei paesi di Ardore e Bovalino, adesso anche i cittadini di Casignana lamentano la poca efficienza nel servizio postale. A quanto pare, dalle proteste che arrivano da Casignana, il problema è del ritardo con cui viene

Veduta di Casignana. Foto presa dal web
Veduta di Casignana. Foto presa dal web

consegna la loro corrispondenza è a causa, della mancanza di un impiego giornaliero del portalettere. Ma ad affliggere Casignana non è solo il problema della corrispondenza, c’è anche quello relativo la strada che collega la cittadina con Bianco e gli altri paesi della costa Jonica. A quanto sembra però, il Sindaco di Casignana Pietro Crinò, si è già attivato, inviando una nota di protesta al presidente della Provincia, Giuseppe Bova, per segnalare lo stato di grave dissesto cui versa l´intera carreggiata della strada  provinciale Bianco-Sant´Agata del Bianco. Purtroppo, anche in questa arteria provinciale, cosi come nei 12 km della Sp 72 che collega San Luca con la Statale 106, il grave dissesto è caratterizzato da continui avvallamenti, da dossi, dal manto stradale assente ed per lunghi tratti gravemente deformato. Per non parlare poi, dei cigli stradali ricoperti sempre più da alte sterpaglie e rovi che, in alcuni tratti, restringono il campo visivo sulla carreggiata e, nella provinciale per San Luca, costringono, gli extracomunitari che giorno e notte la percorrono in bici a spingersi pericolosamente sulla carreggiata. Il problema è serio. La strada che collega Casignana con la costa Jonica è anche la principale ed unica arteria di collegamento di ben altri tre comuni: Sant´Agata del Bianco, Caraffa del Bianco e Samo ed attraversa anche le frazioni di Pardesca e Crocefisso. Si può dunque, ben immaginare, quanti centinaia di automobilisti quotidianamente transitano su quell’arteria.  «Si sollecita – scrive il sindaco Crinò alla Provincia- un intervanto urgentissimo di ripristino della succitata strada provinciale al fine di consentire una sicura percorrenza della stessa ed evitare, conseguentemente, situazioni estreme che comporterebbero responsabilità dell’Ente Provincia».
Annalisa Costanzo

Bovalino:Eternit (amianto) in pieno centro

Bandito dal 1992 in quanto dannoso alla salute è però ignorato da cittadini, amministrazione comunale, sanitari e forze dell’ordine. Stiamo parlando dell’amianto e per la precisione di eternit: un materiale costituito da fibre di amianto e cemento. La cosa che risulta essere preoccupante è che Bovalino ne è circondata.

 

Articolo di giornale 3 luglio 2009

Articolo pubblicato su Calabria Ora giorno 3 luglio 2009. clicca sopra per ingrandirlo e leggerlo

L’amianto è considerato la sostanza killer del ‘900: l’inalazione di polvere di amianto può provocare malattie croniche dei polmoni o tumori della pleura e agisce anche a distanza di decenni. 

Annalisa Costanzo

BENESTARE: Prim consiglio comunale dell’era Rosario Rocca

Calabria Ora 28-6-09
BENESTARE- Con il primo consiglio comunale svoltosi venerdì presso la sala consiliare ha preso ufficialmente il via l’era del neo sindaco di Benestare Rosario Rocca. La seduta, seguita da un numeroso pubblico, ha visto anche la partecipazione di vari esponenti della politica, quali i consiglieri regionali Cosimo Cherubino e Giovanni Nucera, quello provinciale Vincenzo Sergi ed i consiglieri di minoranza di Bovalino e San Luca, Vincenzo Mallamo e Giuseppe Mammoliti. Dopo la procedura di appello, eseguita dal segretario comunale De Giorgio, l’assise ha preso ufficialmente

Il neo sindaco Rosario Rocca. foto gentilmente concessa da Luigi Cast.
Il neo sindaco Rosario Rocca. foto gentilmente concessa da Luigi Cast.

vita con la convalida degli eletti e  della nuova giunta, in parte già annunciata. Il nuovo esecutivo a Benestare sarà dunque composto da Domenico Mantenga, vice sindaco con delega alle Politiche Sociali, Giuseppe Portolesi, assessore alla Cultura e all’Istruzione, Giuseppe Varacalli Giuseppe al quale è stata affidata la delega allo Sviluppo Territoriale e Daniele Nastasi, assessore allo Sviluppo Economico. Durante l’assise è stata nominata anche la commissione elettorale, della quale fanno parte come effettivi i consiglieri di maggioranza Parisi e Monteleone mentre per la minoranza è stato nominato Rocca. Supplenti saranno invece Musolino e Pelle per la maggioranza e Zappia per la minoranza. Il trentenne neo sindaco Rocca, con molta emozione ha quindi giurato davanti ai nuovi amministratori ed alla cittadinanza. Nel suo discorso ha toccato in particolare due argomenti dal carattere umano: «Saluto i nostri concittadini stranieri – ha esordito -, che pur non essendosi, per ragioni normative, recati alle urne, sono ormai parte integrante della nostra comunità. Rivolgo – ha poi proseguito – un sincero e rispettoso pensiero a tutti i miei predecessori, in modo particolare a chi non è più tra noi, ovvero i sindaci Spanò, Giurato, Teodoro, Pascale ed Elia. La serietà istituzionale di questo consiglio onora anche il loro ricordo». Parole toccanti che insieme hanno scaturito in tutta la platea un sincero applauso. Le linee programmatiche che guideranno la nuova amministrazione sono tante e molto chiare. Si punterà innanzitutto sui giovani e sulla trasparenza. «Invito la cittadinanza tutta ad essere partecipe attiva alla vita del comune – ha spiegato Rocca -, visto che per migliorare concretamente la nostra comunità, il lavoro di un amministratore non basta, ma serve il contributo di ogni singolo cittadino. Il metodo della partecipazione democratica e del coinvolgimento dei cittadini sarà attuato attraverso l’istituzione di consulte popolari e comitati cittadini. Anche la diffusione degli atti sarà riprogrammata per garantire trasparenza. Proponiamo inoltre- ha continuato – un nuovo piano di commercio per lo sviluppo del turismo e nuove prospettive per l’occupazione giovanile.  E’ doveroso sostenere una nuova cultura ecologica, della costruzione e dell’edilizia pubblica e privata ed una gestione più responsabile della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti». Nel primo discorso da Sindaco Rocca ha trattato argomenti anche come scuola, sanità, cultura, temi sui quali l’amministrazione punterà.
Annalisa Costanzo

Bovalino: Il mare non è inquinato. Sporco di melma si, inquinato no!

Da Calabria Ora
26.06.09

BOVALINO- Non c’è alcuna emergenza balneazione. Il mare di Bovalino non è inquinato. Si, è spesso sporco con la melma che galleggia a due passi dalla riva ma, non inquinato e dunque balneabile. Come anticipato ieri, i prelievi effettuati dall’Arpacal, lunedì 15, hanno danno ribadito che i valori del mare bovalinese

In foto: Angela Diano (dirigente Arpacal), Zappavigna Sindaco di Bovalino, Giovanna Belmusta (dirigente Arpcal), Pittelli Comandate Delegazione di Spiaggia d Bovalino

In foto: Angela Diano (dirigente Arpacal), Zappavigna Sindaco di Bovalino, Giovanna Belmusta (dirigente Arpcal), Pittelli Comandate Delegazione di Spiaggia d Bovalino

 rientrano nella norma. A tranquillizzare la cittadinanza, sono direttamente alcuni dirigenti dell’Arpacal, intervenuti ieri nella riunione dei sindaci a cui, hanno preso parte anche alcuni cittadini. Dei sei sindaci invitati dal primo cittadino bovaliense Francesco Zappavigna, presenti nella stanza del consiglio comunale bovalinese, vi erano soltanto tre: Campisi, sindaco di Ardore, Zito vice sindaco di Casignana ed il neo eletto sindaco di Benestare Rosario Rocca. Inoltre, hanno partecipato la dr.ssa Diano, la dr.ssa Belmusta ed il dottor Costantino quali rappresentanti dell’Arpacal, il dottor Mirarchi per l’Asl n° 9, il dottor Caccamo, il comandante Pittelli della Delegazione di Spiaggia di Bovalino ed il consigliere provinciale Sergi.  La discussione è stata lunga con tutti i partecipanti che hanno preso la parola. I punti più importanti. Sono stati finanziati 400 mila euro per risolvere il problema del depuratore e della condotta di Bianco e Bovalino. Ma, si presumono tempi lunghi e dunque, dalla Provincia di Reggio Calabria dovrebbero arrivare circa 60 mila euro per tamponare l’emergenza. La gestione del depuratore, come era prevedibile, ha fatto molto discutere, ed a tal proposito che il sindaco Zappavigna ha fatto una proposta, subito accettata dagli altri sindaci: «Propongo –ha detto- hai quattro comuni che fanno parte del depuratore la creazione di un consorzio vero, per essere noi a gestire, altrimenti per come si sta gestendo il tutto adesso, possiamo realmente portare le chiavi del comune al Prefetto». Il depuratore, costruito dalla Regione Calabria è stato dato ai comuni ma, spiega Zappavigna: «Non lo possiamo gestire, in quanto tale depuratore lo governa l’Ato e lo gestisce una affidataria dell’Ato. Noi abbiamo la responsabilità ed il compito di pagare, ma più di questo non possiamo fare». Dal sonsigliere provinciale Sergi arriva la proposta di un tavolo di lavoro immediato per affrontare il problema dalla radice, mentre ben più duro è stato il sindaco Campisi: «Ogni anno ci ritroviamo a parlare di questo problema e ci ritroviamo peggio di prima. Occorre dire pubblicamente di chi è la colpa. Ognuno –dice- deve prendere le proprie responsabilità e qualcuno ci deve dire come hanno fatto a collaudare

tratto di spiaggia e mare di Bovalino
Tratto di spiaggia e mare di Bovalino

il depuratore se questo non funziona e, la colpa non è di noi sindaci». Il primo cittadino ardorese ha lanciato una battuta anche alla stampa che: si occupa, a suo parere, in modo troppo allarmante del problema mare inquinato mentre «in altre regioni – ha dichiarato- per un problema alghe più serio la stampa ne ha parlato solo per tre giorni». Si cercano giustamente, colpevoli e soldi, ma nessuno delle istituzioni presenti ha proposto di costituire il proprio comune quale parte civile. «Mi chiedo che motivo c’era di inquinare anche il Careri – domanda il dottor Mirarchi- visto che la condotta è saltata al Bonamico. Propongo, –prosegue- di fare prelievi settimanalmente e renderli pubbliche informando cosi la cittadinanza». Per i cittadini presenti che hanno chiesto quando far fare il bagno ai loro bambini la risposta è stata: in base al buon senso. Il mare ad oggi non è inquinato ed è balneabile ma, quando la melma galleggia a pochi passi dalla riva, è consigliabile non immergersi.

Annalisa Costanzo

Bovalino: Divieto di Balneazione, ignari i bagnanti

CALABRIA ORA 21 GIUGNO 2009
BOVALINO- Divieto di balneazione. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Delegazione di Spiaggia di Bovalino a seguito di un sopralluogo effettuato nelle acque del mare antistante la città dove, gli uomini della guardia costiera del comandante Pittelli hanno rilevato la presenza di sostanze inquinanti ritenute altamente nocive alla salute pubblica. La raccomandata via fax, inviata dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti – Delegazione di Spiaggia è stata protocollata dal comune di Bovalino giorno 16 giugno ma, nessun divieto è stato esposto nella spiaggia bovalinese, che, come era prevedibile ieri è stata presa d’assalto dai bagnanti, tra i quali tanti bambini. «Nell’ambito di un’attività di prevenzione all’inquinamento, questa Autorità Marittima –scrive la Delegazione di spiaggia di Bovalino- ha constatato a circa tre metri dalla battigia nelle acque antistanti il lungomare la presenza di schiuma e di corpi solidiCalabriaOra210609 galleggianti che, da un esame puramente estetico-visivo sembrerebbero di origine fognaria». Per queste motivazioni, la Delegazione di spiaggia, ha “invitato” l’amministrazione comunale bovalinese a provvedere con la massima consentita urgenza, al fine di scongiurare danni alla salute pubblica, alla delimitazione del tratto di mare temporaneamente non idoneo alla balneazione e la contestuale apposizione della relativa cartellonistica indicante il divieto di balneazione. A cinque giorni però, dall’importante richiesta dell’autorità marittima, nessun avviso di divieto è stato affisso, e i cittadini all’oscuro hanno continuato a farsi i bagni. «Considerato che – scrivono adesso i consiglieri di minoranza, in un’interrogazione al sindaco Zappavigna- questa amministrazione comunale non ha inteso adottare alcun provvedimento in merito, nonostante le sollecitazioni espresse dai consiglieri di minoranza e dalla stessa Autorità Marittima, – chiede l’opposizione- di conoscere le motivazioni che hanno impedito, anche in via precauzionale, l’adozione di misure tese a salvaguardare la salute dei cittadini e l’attuale situazione relativa allo stato della condotta fognaria e della depurazione degli scarichi; nonché le iniziative e i provvedimenti che l’amministrazione intende adottare nell’immediato, per garantire le condizioni di balneabilità delle acque marine durante il periodo estivo e scongiurare il rischio di possibile inquinamento futuro». Il problema della balneabilità a Bovalino dura ormai da anni, e diventa un’emergenza nei giorni in cui il mare è agitato. Un problema questo anche facilmente risolvibile dal momento che, tutti gli organi preposti sono a conoscenza delle cause di inquinamento che è: L’impianto fognario di Bovalino, nel torrente Careri, dove c’è un sistema di pompe che hanno la funzione di aiutare i liquami di Bovalino e Benestare a muoversi lungo la condotta, per andare a finire nel depuratore di Bianco, non funziona, e cosi i liquami riversano direttamente nel mare di Bovalino, inquinandolo.
Annalisa Costanzo

Bovalino: Bagnanti indifferenti a pochi metri dal cadavere di Kala

Da CALABRIA ORA

Cadavere di "kala"

Cadavere di "kala"

BOVALINO- Resta ancora senza un’identità, ufficiale, il giovane cittadino indiano, morto per annegamento nella giornata di martedì. Prima di dare nome e cognome, gli uomini del dirigente Rindone del commissariato di Bovalino, attendono il dovuto riconoscimento, che dovrebbe avvenire già nella giornata di oggi, da parte dei famigliari.  La morte del giovane, di cui età probabilmente si aggira intorno ai 27 anni circa ha shoccato l’intera comunità indiana che vive a Bovalino. E se, la comunità bovalinese è apparsa del tutto indifferente, la prematura morte del giovane, è invece l’argomento di principale discussione e dispiacere tra suoi connazionali.  Il giovane alle 12 di martedì pomeriggio è sceso in spiaggia per fare un bagno rinfrescante. Trenta minuti più tardi, due indiani allarmavano gli uomini della delegazione di spiaggia di Bovalino. Il loro amico non riusciva più a tornare a riva. Quando i due coraggiosi marinai hanno raggiunto l’indiano a 25 metri dalla battigia, ormai non c’era più niente da fare. Portato a riva, il cadavere è rimasto sulla spiaggia per ben

Bagnanti indifferenti 
I bagnanti indifferenti…guardano lo “spettacolo” del cadavere del povero Kala

due ore. A poche centinaia di metri di quel corpo disteso sulla spiaggia, famiglie al mare con i loro figli, hanno continuato a pescare, a nuotare, a ridere, a chiacchierare, nell’indifferenza assoluta. Quel corpo che ancora oggi non ha un’identità ufficiale, per i suoi amici ha invece un nome. Loro, ci spiegano alcuni ragazzi indiani davanti ad un negozio di prodotti tipici indiani da loro gestito, lo chiamavano Kala.  Ci dicono anche che, il giovane aveva un fratello ma che vive al nord, mentre lui a Bovalino viveva con alcuni connazionali. “Kala” come lo chiamavano i suoi conoscenti era venuto in Italia con tanti sogni, lavorare, fare soldi da mandare al proprio paese, dove poi sarebbe tornato per crearsi una famiglia. Nel mare di Bovalino però, ha trovato la morte, tra l’indifferenza dei pochi bagnanti bovalinesi, incuranti del suo cadavere steso sulla spiaggia sotto un telo verde.

Annalisa Costanzo